Quando si parla di Security e Risk Management, spesso si pensa subito a competenze tecniche avanzate: analisi dei rischi, gestione delle crisi, compliance e così via. Tuttavia, le soft skill giocano un ruolo altrettanto cruciale, soprattutto in un settore dove il fattore umano è spesso l’anello debole della catena di sicurezza. Vediamo quali sono le competenze trasversali fondamentali per chi lavora nella gestione della sicurezza e del rischio.
PROBLEM SOLVING: RISOLVERE INCIDENTI CON RAPIDITÀ
Gli imprevisti possono accadere in qualsiasi momento, mettendo a rischio la sicurezza di un’organizzazione. Un professionista della security deve avere un forte spirito di problem solving per individuare rapidamente le minacce, comprenderne la natura e implementare le contromisure necessarie per mitigare i danni. L’abilità di pensare fuori dagli schemi e trovare soluzioni efficaci sotto pressione è essenziale. Per ridurre il rischio di fallire è bene prepararsi ad affrontare vari scenari con un Risk Management Plan predisposto per tempo e su cui tutti sono stati addestrati: in caso di incendio, invece di attendere i pompieri, è meglio avere a portata di mano un estintore!
PENSIERO CRITICO: ANALISI DEL RISCHIO E STRATEGIE DIFENSIVE
Nel mondo della sicurezza, ogni azione ha una reazione. Il pensiero critico permette di analizzare con logica e metodo i rischi, anticipare possibili scenari di minaccia e valutare l’efficacia delle misure di mitigazione. Chi lavora nel settore deve saper valutare le informazioni in modo oggettivo, distinguendo tra allarmi reali e falsi positivi. Bisogna essere allenati ed addestrati: il personale di Kriptia valuta decine di situazioni di rischio all’anno per i suoi Clienti.
ATTENZIONE AI DETTAGLI: NESSUN ERRORE È TRASCURABILE
Basta una procedura non seguita correttamente, un’informazione errata o una valutazione imprecisa per compromettere la sicurezza di un’organizzazione. L’attenzione ai dettagli è una caratteristica indispensabile del Security Manager, perché spesso le minacce sfruttano proprio piccoli errori nei processi o vulnerabilità apparentemente insignificanti.
COMUNICAZIONE: TRADURRE IL COMPLESSO IN SEMPLICE
La sicurezza non è solo normative e protocolli, ma anche consapevolezza e formazione. Un professionista deve essere in grado di spiegare concetti complessi a persone non tecniche, come dirigenti aziendali o dipendenti, per migliorare la postura di sicurezza dell’organizzazione. Saper comunicare in modo chiaro ed efficace aiuta a ridurre il rischio di errori umani e facilita l’adozione di misure preventive. In fondo, tutti i dipendenti devono essere i guardiani della sicurezza: dal caporeparto che supervisiona un impianto fino al manager che deve avere una visione più ampia.
CURIOSITÀ E AGGIORNAMENTO COSTANTE: RESTARE AL PASSO
I rischi e le minacce evolvono rapidamente, così come le normative e le migliori pratiche di gestione della sicurezza. Essere curiosi e avere una mentalità di apprendimento continuo è fondamentale per rimanere aggiornati sulle nuove minacce, sulle vulnerabilità emergenti e sulle best practice di mitigazione del rischio. Un professionista della security non smette mai di studiare. Vale anche per noi di Kriptia: siamo sempre presenti alle fiere di settore, ai convegni sia in Italia ed in Europa ma anche in USA, per stare al passo con le ultime tendenze.
TEAMWORK: COLLABORARE PER UNA GESTIONE EFFICACE DEL RISCHIO
La gestione del rischio e della sicurezza è un lavoro di squadra. Un professionista deve interfacciarsi con il team IT, la leadership aziendale, il reparto Compliance e legale, le risorse umane e altri stakeholder per implementare strategie di sicurezza efficaci. La capacità di lavorare in team e coordinarsi con diverse figure professionali in un ruolo cross funzionale è cruciale per il successo della strategia di mitigazione del rischio.
GESTIONE DELLO STRESS: MANTENERE LA CALMA DURANTE LE CRISI
Quando un’organizzazione affronta una crisi o una minaccia significativa, il tempo è essenziale e la pressione è alta. Un Security Manager esperto deve mantenere la lucidità anche sotto stress, gestendo le emergenze con razionalità e prontezza. La capacità di lavorare con sangue freddo fa la differenza tra una crisi contenuta e un disastro totale.
Per concludere, le competenze tecniche sono fondamentali, ma senza le giuste soft skill è impossibile affrontare le sfide quotidiane in modo efficace. Problem solving, pensiero critico, comunicazione e gestione dello stress sono solo alcune delle qualità che distinguono un buon professionista della sicurezza. Investire nello sviluppo di queste competenze non solo migliora la capacità di proteggere persone, dati e risorse, ma rende anche il lavoro più efficace e gratificante. Per tutto il resto c’è Kriptia.